lunedì 9 settembre 2019

Primo giorno a casa: dormi piccolo, papà veglia su di te

Tutti i papà pensano che il loro figlio sia il più bello del mondo?
Sono anomalo se lo penso?

Piccolo M. è nato venerdì 6 settembre, alle 20:18 e io l'ho visto nascere. Dalle 20 circa in cui ho visto spuntare il primo ciuffo di capelli (una cresta in mezzo al testolino, stile piccolo punk), fino a quando non è uscito tutto dal corpo della mio povera moglie Tania. Ed è nato bello, ma bello, ma così bello che ero già pazzo di lui dopo il primo secondo.

Lo hanno subito messo sulla pancia di tua mamma, piangente, per poi portarlo a lavare. Io li ho seguiti e ho osservato la prima pulizia, il taglio del cordone, il pediatra che ha ascoltato il suo cuoricino, sulla culla calda. Pochissimi minuti prima di riportarlo dalla mamma.

Amore mio, guarda quanto è bello! Guarda che meraviglia! Sei stata così brava! Hanno fatto l'induzione con la fettuccia quella mattina, ma poi il parto è stato tutto naturale. E ovviamente doloroso, dolorose la contrazioni, un po' artificiali a causa della fettuccia e doloroso il parto. Avessi potuto sentire io male al posto tuo! Ho cercato di rimanerti vicino, per come ho potuto: incoraggiandoti, parlando al piccolo, dicendogli "Dai piccolo M.! Forza, adesso è ora di uscire!" E lui è un così bravo bambino: è uscito bello, senza farti troppi danni, 4 punticini... è nato con la manina vicino alla faccia. Piccolo pensatore, piccolo comunista, ovviamente i commenti si sprecano.

Ti amo così tanto! E' nostro figlio, ha due minuti di vita e io già sono pazzo di lui! Già mi sono dimenticato tutto: tutti gli anni prima, la vita di prima, la vita in due, tutto è stato spazzato via in un solo istante come da un uragano. E' come se fossi nato anche io con lui: sono passati due minuti, da quando ho sentito il suo primo pianto e già mi sembra che sia con noi da sempre. Il prima non è mai esistito. Sei bello, sei grande e sei forte: sulla pancia della mamma già cerchi il capezzolo, che con un po' di nostro aiuto trovi. Piangiamo tutti e due... un'emozione così solo che è genitore la può capire e penso non si possa descrivere...

Siamo saliti, incrociando rapidamente  i poveri nonni, i tuoi genitori, che avevano aspettato fuori, ma ormai l'orario di visita era passato, così siamo saliti da soli... in tre... Il nostro duo è diventato un trio. Oddio, ma davvero c'è stato un momento in cui eravamo un duo? Me lo ricordo, ma davvero eravamo noi?

Facciamo i primi controlli, il primo bagnetto, le gocce negli occhi, la punturina di vitamina k: l'ostetrica è brava, non fai un lamento. 3.620 grammi, 53 cm di lunghezza, e ovviamente bellissimo. L'ho già detto che è bellissimo? Lo guardo e non riesco a non ripeterlo in continuazione. Ti assomiglia tantissimo e tu stessa sei stupita: stupita che sia così bello.

E oggi siamo a casa: tutti e tre. Dopo tre giorni di ospedale, non sempre facili. Arriviamo e piangiamo tutti e due, non ci sembra vero. Tu almeno hai la scusa degli ormoni, ma io che scusa ho per sentirmi così? Sentirmi come se improvvisamente tutto avesse un senso: sentirmi come se tutte le domande senza risposta di tutta la mia vita fossero scomparse, come se un sole fosse improvvisamente apparso nella mia vita e avesse spazzato via ogni ombra, anche la più piccola. Uno stato di estasi, che mi sembra il tuo, piccolo, quando smetti di succhiare il seno della mamma: che assumi quell'aria estatica da essere perfetto, quella che ci fa dimenticare tutto e sprofondare nell'amore.

Ora sei quì nella culla del passeggino che dormi. E tu  amore dormi sul divano: sei stanca povera mia stella, riposati che ne hai bisogno. Hai dato alla vita questa piccola meraviglia, il mondo non potrà mai ripagare il debito che ha con te per avergli donato tanto splendore.

E dormi anche tu: dormi piccolo M, papà veglia su di te...


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