giovedì 12 novembre 2020

Primi bocconi in autonomia, con la forchetta

Con le mani piccolo M. mangia già da un po': afferrare il pane e portarlo alla bocca, così come altri alimenti ormai, è un'abitudine per il quale dobbiamo ringraziare la guarderie. Alle 11, tutti i giorni, mangiano il pane e per imitazione, anche piccolo M. ha imparato dai bimbi più grandi.

Oggi tuttavia è stato fatto un passo in più: da un paio di giorni, ormai, manifesta la voglia di raccogliere il cibo dal piatto con il cucchiaino e metterselo in bocca. Con effetti esilaranti, in quanto manca ancora un po' di coordinazione e quindi o il cucchiaino non viene riempito, oppure viene riempito, ma poi svuotato nel percorso causa ribaltamento del cucchiaino. Allora ieri abbiamo provato con la forchetta: arpionato saldamente il cibo, cosicché non cada come dal cucchiaino, piccolo M. ha già trovato il modo di portarselo alla bocca, senza tra l'altro pungersi con le punte della forchetta.

Un grandissimo traguardo!!

venerdì 6 novembre 2020

14 mesi: la crescita mette il turbo


Eccoci al nostro appuntamento mensile con gli aggiornamenti sui progressi di piccolo M.

Da tempo ci siamo arresi all'impossibilità di scrivere tutto: ci vorrebbe una telecamera accesa 24h al giorno per cogliere ogni passo, progresso, sorriso, pianto, smorfia, invenzione che il nostro bimbo fa ogni giorno. Tutto è così unico e speciale che a volte dispiace non poterlo immortalare, per poi ricordarlo, ma noi cerchiamo di mettercela tutta.

Potrebbe essere l'asilo, o magari è la sua fase naturale: fatto sta che piccolo M. sta progredendo in maniera straordinaria. Ormai ha nel suo arsenale una serie abbastanza fitta di parole (dette a modo suo ma comprensibili): oltre agli ormai mamma, papà, nonno, nonna, tata che dici ormai da tempo, si sono aggiunte cose come "acqua" (gaga), "biberon" (bibi), Nina (nani, nini, dipende), "tende" (dede), "pappa" (questa la dice giusta, chissà perché 😭), "pane" (nane), "settate" che vuol dire "siediti" in patoi (tete) e molte altre. 

Ovviamente sono molte di più le cose che capisce, rispetto a quelle che dice: ormai fa, metti questo lì, raccogli quello, vammi a prendere questo e lui fa. Cioè, fa se ha voglia: perché il nanetto ha un carattere, ma un carattere... puntuto e combattivo fino all'esagerazione. Batte piedi e picchia pugni per terra, fa le bizze come un matto se non può fare quello che vuole e siccome è un pezzo di bimbo estremamente sviluppato fisicamente per la sua età, ci va tutta la forza di papà per bloccarlo. Cosa che comunque accade di rado: a piccolo M. viene concesso abbastanza di fare quello che vuole, tranne ovviamente le cose pericolose o dannose per la sua salute (e quella degli altri).

Mangia come un lupo, alterna notti estremamente agitate ad altre più tranquille (sempre nel lettone con mamma e papà ovviamente), calcia il pallone urlando "oooo" (che vuol dire goal), fa il verso dell'orso, prende i libri e ce li porta per farceli leggere, insomma, un vero uragano.

Fisicamente è un gatto, sale e scende scale, corre, si avvita, sposta, apre cassetti, alza pesi, anche se, come dice la "tata" della guarderie, per lui il mondo è tutto piatto, non esistono ostacoli: tira dritto travolgendo tutto e a volte... patapunfete!

E quando succede, accipicchia come si arrabbia!

Insomma, qui non ci si annoia! Per questa puntata del blog di piccolo M. è tutto!

Restate sintonizzati